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Losone, 24 aprile 2010
Il Guastafeste,
l’ACSI e i balzelli
elettrici
Il deputato in Gran
Consiglio Franco Celio
si è scagliato contro
l’ACSI, rea, a suo dire,
di “continuare a
scatenarsi, d’intesa con
il noto “guastafeste”
Ghiringhelli, contro il
cosiddetto decreto
salva-privative, ovvero
contro quella
regolamentazione che ha
introdotto, a carico
delle aziende
distributrici di
energia, una tassa a
favore dei Comuni quale
indennizzo per
l’occupazione del suolo
pubblico”. Desidero fare
solo due precisazioni.
Innanzi tutto non è vero
che la tassa in
questione è a carico
delle aziende
distributrici di
energia. Essa è a carico
dei consumatori di
energia. Le aziende
distributrici si
limitano a fatturarla
tramite le bollette
dell’elettricità e a
riversare il ricavato ai
Comuni ticinesi, che
complessivamente
incassano in tal modo
35-40 milioni di franchi
(mediamente 100 franchi
per ogni abitante) . A
dipendenza dei consumi
di elettricità, tale
imposta occulta può
ammontare anche a
diverse centinaia di
franchi all’anno per
famiglia, e a diverse
migliaia o decine di
migliaia di franchi per
le varie attività
economiche (alberghi,
commerci, ristoranti,
artigiani, uffici,
industrie ecc.) . In
secondo luogo a
presentare il ricorso al
Tribunale federale per
chiedere di annullare
questa tassa introdotta
qualche mese fa dal Gran
Consiglio è stato solo e
unicamente il
sottoscritto, per cui
semmai Celio se la
prenda con me e non con
l’ACSI. Questa
associazione si è
limitata a osteggiare
fin dall’inizio tale
tassa e, dando seguito
con coerenza a una mia
richiesta in tal senso
presentata nella mia
veste di socio , a
sostenere il mio
ricorso. Capisco le
preoccupazioni di Celio
sulle conseguenze che
tale ricorso potrebbe
avere per i Comuni
qualora lo stesso
dovesse essere accolto.
In tal caso infatti i
Comuni perderebbero
35-40 milioni di
franchi, che però
rimarrebbero nelle
tasche dei consumatori.
Qualche Comune con
scarse riserve
finanziarie potrebbe in
effetti essere costretto
ad aumentare il
moltiplicatore d’imposta
, e qualche altro
dovrebbe lavorare di
forbici per tagliare
nelle spese. Ma per la
maggior parte dei
cittadini l’operazione
si tradurrebbe in un
guadagno più o meno
sostanzioso, e per molti
altri cittadini gli
eventuali aumenti del
moltiplicatore d’imposta
sarebbero più o meno
compensati dalla
riduzione delle bollette
dell’elettricità. Del
resto nel mio ricorso di
30 pagine ( che tutti
possono leggere sul sito
www.ilguastafeste.ch)
sostengo che questa
nuova “tassa” è
incostituzionale,
illecita e arbitraria,
per cui se il Tribunale
federale dovesse darmi
torto i Comuni non
avrebbero niente da
temere, ma se dovesse
darmi ragione non vedo
proprio cosa si potrebbe
rimproverare al
sottoscritto per aver
impedito ai Comuni di
incassare fior di
milioni togliendoli
illecitamente dalle
tasche dei cittadini. E
poi non dimentichiamo
che il ruolo e direi
quasi la “missione” del
Guastafeste – come il
nome stesso ben fa
capire e come la mia
attività politica degli
ultimi 14 anni è lì a
dimostrare - non è
quello di difendere gli
interessi dei Comuni
(che hanno già molti
santi protettori in
Paradiso e in Gran
Consiglio, fra cui lo
stesso Celio presidente
dell’Associazione dei
Comuni e delle Regioni
di montagna ticinesi) ma
quello di difendere gli
interessi e i diritti
dei cittadini contro lo
strapotere e l’arroganza
dei partiti, dei Comuni
e delle loro potenti
lobbies.
Giorgio Ghiringhelli,
Losone
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