Losone, 27
agosto 2011
Ricorso
contro
i
“balzelli
elettrici” :
si
profila un
esito
clamoroso...
Nel
corso di una
deliberazione
pubblica
svoltasi lo
scorso 26
agosto, i
5
giudici
della II
Corte di
diritto
pubblico del
Tribunale
federale di
Losanna
hanno
iniziato
l’esame del
mio ricorso
del febbraio
2010 contro
le nuove
tasse sul
consumo di
elettricità
introdotte
dal Gran
Consiglio a
partire dal
2010 (tasse
che
attualmente
fruttano
circa 40
milioni di
franchi
riversati
nelle casse
dei Comuni).
A meno di
colpi di
scena, il
ricorso
dovrebbe
essere
accolto.
Infatti
durante
l’udienza
pubblica
3 giudici su
5 erano
propensi ad
annullare
l’art. 14
della nuova
legge
cantonale di
applicazione
della legge
federale
sull’approvvigionamento
elettrico,
ossia
l’articolo
in base al
quale a
partire dal
1 gennaio
del 2014
verrà
applicata
una tassa di
2 cts/kWh
per i
piccoli
consumatori
di
elettricità
( fino a un
consumo
annuo di 100
MWh) e una
tassa di 0,5
cts/kWh per
la parte di
consumo
eccedente i
100 MWh e
fino a un massimo di 5 GWh (ossia i grandi consumatori).
Tassa che
complessivamente
dovrebbe
fruttare
circa 35
milioni di
franchi ai
Comuni. In
base al cpv.
1 di questo
articolo di
legge,
questi
tributi
verrebbero
prelevati
dai Comuni “per
la
concessione
e
segnatamente
per l’uso
speciale del
suolo
pubblico”
e
sarebbero
versati dai
consumatori
finali ai
gestori
della rete
elettrica,
i
quali a loro
volta li
riverserebbero
ai Comuni.
La
maggioranza
dei giudici
riteneva
però che a
pagare
questa tassa
dovrebbero
essere i
beneficiari
diretti
della
concessione,
cioè i
gestori di
rete, e non
i
consumatori,
che sono dei
beneficiari
indiretti.
Per cui
l’articolo
14 sarebbe
arbitrario.
I giudici
hanno invece
ritenuto di
non dover
esprimersi
sul
contestato
art. 22
della nuova
legge,
quello cioè
che
stabilisce
delle tasse
a titolo
transitorio
dal 2010 al
2013 (2 cts
/kWh fino a
100 MWh e 1
cts /kWh per
la parte di
consumo
eccedente i
100 Mwh e
fino a un
massimo di 5
GWh), e che
come detto
fruttano
attualmente
40 milioni
di franchi.
Quindi i
Comuni
potranno
contare su
questi
introiti
almeno fino
al 2013
compreso.
I giudici,
dopo 3 ore
di acceso
dibattito,
hanno deciso
( fatto
forse più
unico che
raro) di
sospendere
l’udienza
pubblica per
approfondire
taluni
aspetti,
come ad
esempio la
liceità
della tassa
regressiva
che
avvantaggia
i grandi
consumatori
rispetto ai
piccoli
consumatori.
V’era chi
sosteneva
che il
Tribunale
federale
doveva
fornire
indicazioni
in tal
senso ai
gestori di
rete
chiamati ad
assumersi i
costi della
concessione
e a fissare
le tariffe
dell’energia
elettrica
per i
consumatori,
e v’era
invece chi
sosteneva
che non
spetta ai
giudici
federali
intervenire
su un
argomento
che verrà
regolato dal
libero
mercato.

Dal mio
punto di
vista di
ricorrente,
che è
comunque
anche il
punto di
vista
dell’Associazione
dei
consumatori
( la quale
aveva
sostenuto il
ricorso) ,
mi auguro
ovviamente
che una
volta fatti
gli
opportuni
approfondimenti
e una volta
sciolto i
nodi ancora
in sospeso,
la
maggioranza
dei giudici
che durante
il
dibattimento
pubblico si
era espressa
per
l’annullamento
dell’art. 14
della legge
e quindi per
l’accoglimento
del ricorso
(limitatamente
a
quell’articolo)
non cambi
idea.
Ecco perché
non intendo
vendere la
pelle
dell’orso
prima di
averlo
catturato,
anche se già
si può
affermare
che il mio
ricorso ha
comunque
colpito nel
segno
suscitando
un bel e
interessante
dibattito
fra i
giudici e
mettendo a
nudo delle
lacune
contenute
nella legge
approvata
dal Gran
Consiglio.
Andrebbe
pure
ricordato
che in
occasione
dell’approvazione
della legge
il Gran
Consiglio
non aveva
seguito le
indicazioni
del
Consiglio di
Stato, il
quale nel
suo
messaggio
non
solo aveva
proposto una
tassa più
bassa per i
piccoli
consumatori
a partire
dal 2014 (
solo 1 cts/kWh
invece di 2)
– con un
introito
complessivo
di circa 20
milioni di
franchi
all’anno per
i Comuni
anziché i 35
previsti con
la tassa
decisa dal
Gran
Consiglio –
ma aveva
pure
proposto di
lasciare ai
singoli
Comuni la
competenza
di decidere
se
riscuotere o
meno una
tassa sul
consumo di
elettricità
nonché di
decidere
(entro certi
limiti) il
suo
ammontare.
In gran
Consiglio
erano invece
prevalsi gli
interessi
della lobby
dei Comuni,
i quali
,malgrado la
liberalizzazione
del mercato
dell’energia
elettrica (
che diverrà
totale solo
a partire
dal 2014) e
la
conseguente
caduta dei
monopòli ,
erano poco
propensi a
rinunciare
agli incassi
che in
passato
erano
assicurati
grazie ai
contributi
di
“privativa”
versati
dalle
aziende che
si erano
viste
assegnare in
esclusiva la
fornitura e
la
distribuzione
dell’energia
elettrica
nei vari
Comuni che
non
disponevano
di una
propria
azienda
elettrica
comunale.
Andrà a
finire che
chi troppo
vuole nulla
stringe ?
Per ora è
troppo
presto per
dire se
l’eventuale
annullamento
dell’art. 14
della nuova
legge
influirà in
senso
negativo ( e
in che
misura)
sugli
incassi che
attualmente
i Comuni
registrano
grazie ai
balzelli
elettrici, e
che
mediamente
corrispondono
a circa 5
punti di
moltiplicatore
d’imposta.
Ad ogni modo
un’eventuale
accoglimento
del mio
ricorso
sarebbe
clamoroso,
visto che
nessuno
(anche fra i
giornalisti)
avrebbe
scommesso un
franco su
tale
eventualità,
e avrebbe
conseguenze
imprevedibili
sia per i
Comuni e sia
per i
consumatori.
Per questo
mi auguro
che alla
prossima
udienza
pubblica
conclusiva
su questo
tema gli
organi di
informazione
, ora che i
pronostici
si sono
ribaltati a
favore del
ricorso,
dedichino
maggiore
attenzione a
questa
battaglia e
inviino a
Losanna
qualche
giornalista
in grado poi
di riferire
più
doviziosamente
sugli
approfondimenti
che i
giudici
faranno
nelle
prossime
settimane .
Se non avrò
altri
impedimenti,
conto di
tornare pure
io a
Losanna,
anche perché
non voglio
perdermi il
momento
della
votazione
finale dei
giudici per
alzata di
mano.
Giorgio
Ghiringhelli
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