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Losone, 14 marzo 2012
Bancarella al mercato di
Bellinzona : il CdS ha
accolto il ricorso
Con
la velocità di un
fulmine il CdS ha
accolto il ricorso che
avevo presentato lo
scorso 6 marzo contro
una decisione del
Municipio di Bellinzona
che aveva accolto solo
parzialmente la
richiesta presentata già
alla fine di gennaio di
consentire al Comitato
promotore
dell’iniziativa
costituzionale “Avanti
con le nuove città di Locarno e
Bellinzona” di
raccogliere firme in
Viale Stazione
(all’incrocio con Vicolo
Torre) durante il
mercato del sabato a
partire dal 24 marzo.
Richiesta che era stata
accolta dal Municipio
per i sabati dopo le
elezioni comunali del 1.
aprile ma non per i
sabati 24 e 31 marzo in
quanto tale area “sarebbe
stata VEROSIMILMENTE
occupata dalle
bancarelle dei vari
partiti politici per la
propaganda elettorale in
vista delle elezioni
comunali” . In
alternativa il Municipio
ci aveva concesso di
posare una bancarella in
Piazza del Sole, cioè
vicino al mercato ma
fuori dalla vista dei
suoi frequentatori.
Al che
interposi ricorso
facendo presente che
tale decisione era
DISCRIMINATORIA in
quanto per l’area da me
richiesta si dava per
partito preso la
precedenza ad altre
bancarelle di propaganda
elettorale per le quali
a quel momento non erano
neppure ancora state
inoltrate delle
richieste di
autorizzazione. Nel mio
ricorso sostenevo che
tale decisione, oltre a
essere non
rispettosa del principio
della parità di
trattamento e dunque
discriminatoria , non
era rispettosa neppure
del principio della
proporzionalità ed era
lesiva del principio
costituzionale che
garantisce libertà di
opinione e di
espressione. Inoltre
facevo notare che
nell’area del mercato a
me rifiutata il partito
bellinzonese dei verdi
avrebbe potuto
raccogliere le firme per
il referendum contro la
decisione del Gran
Consiglio di concedere
un credito di 2,5
milioni di franchi per
la progettazione
definitiva delle opere
relative al semisvincolo
autostradale di
Bellinzona, mentre che
per i due sabati
preelettorali non si
sarebbe invece potuto
raccogliere le firme per
creare la Grande Bellinzona.
Il CdS,
come detto, ha
accolto “in toto” le mie
richieste, confermando
che la decisione del
Municipio non
rispettava i presupposti
per limitare un diritto
fondamentale come quello
dei diritti popolari,
non era giustificata da
un interesse pubblico
preponderante, non era
proporzionata e
disattendeva il
principio della parità
di trattamento.
A quei
candidati alle elezioni
comunali ( specialmente
a Bellinzona) che finora
hanno preso
pubblicamente posizione
contro la nostra
iniziativa
costituzionale
definendola”
antidemocratica”,
andrebbe fatto rimarcare
che ad essere
antidemocratica non é
un’iniziativa popolare
che costituisce un
diritto fondamentale di
ogni cittadino, bensì
semmai la decisione del
Municipio di Bellinzona
che ha cercato
immotivatamente di
mettere i bastoni fra le
ruote a questa
iniziativa con una
decisione
discriminatoria e
anticostituzionale.
E sì che
lo scorso anno, quando
in occasione
dell’iniziativa popolare
“antiburqa” vinsi 5
ricorsi contro decisioni
dei Municipi di Lugano,
Mendrisio, Giubiasco, Cadenazzo
e Brissago concernenti
impedimenti vari alla
raccolta di firme,
Fabio Pontiggia
pubblicò un commento
sulla prima pagina del
Corriere del Ticino
, che si
concludeva così : “Superficialità
? velato ostruzionismo ?
Ignoranza della legge e
della Costituzione ? Non
si sa cosa sia peggio.
Ma se è vero – come
spesso si dice – che il
Comune è l’istituzione
più vicina al cittadino,
questi episodi non
dovrebbero proprio più
ripetersi. Nel dubbio
(ma per quali plausibili
ragioni ?), i Municipi
optino per la scelta più
favorevole all’esercizio
dei diritti popolari.
Non sbaglieranno. Ed
eviteranno magre
figure”.
Evidentemente ci sono
ancora Municipi che, nel
dubbio, optano per la
scelta meno favorevole
all’esercizio dei
diritti popolari,
rischiando così magre
figure su una
materia delicata e che
in un Paese in cui vige
la democrazia
semidiretta dovrebbe
godere di una protezione
e di una considerazione
assoluta ( al pari di
una “vacca sacra”) da
parte di tutti i
politici eletti negli
Esecutivi comunali.
Spero
che altri giornalisti e
altri organi di
informazione a cui
stanno a cuore la
libertà di espressione e
la tutela dei diritti
costituzionali dei
cittadini, dedicheranno
qualche riga di
commento a questa
notizia di cronaca per
ribadire il concetto
così bene espresso da
Pontiggia, in modo che
esso entri bene nelle
teste di tutti i nuovi
municipali che saranno
eletti il 1, aprile,
e che una volta per
tutte la si smetta in
questo Cantone di
ostacolare
ingiustificatamente
l’esercizio dei diritti
popolari (obbligando i
Ghiringhelli di turno a
presentare ricorsi su
ricorsi per vedersi
riconosciuti i propri
diritti) e che
la si smetta di
trattare i raccoglitori
di firme come dei
pericolosi eversivi o
degli appestati,
anziché semmai
favorirli e ringraziarli
per il loro prezioso e
spesso ingrato lavoro a
favore della democrazia.
In
parecchi Comuni le
decisioni in materia di
occupazione di suolo
pubblico vengono
delegate alla polizia,
la quale ha la tendenza
a trattare le richieste
concernenti le
bancarelle riservate
all’esercizio dei
diritti popolari (che
godono di una protezione
costituzionale) alla
stregua di una qualsiasi
bancarella commerciale.
Forse sarebbe meglio che
le decisioni della
polizia concernenti le
bancarelle politiche
siano sottoposte, quando
sono contrarie alle
richieste dei
richiedenti
l’autorizzazione, al
vaglio dell’autorità
politica
Giorgio Ghiringhelli
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