Raccolta firme su suolo
pubblico :
IL GUASTAFESTE PROTESTA E
Inviata una direttiva ai
Municipi per ricordare le
regole in materia di
rilascio di autorizzazioni
per l’esercizio dei diritti
popolari Lo scorso 1 marzo avevo inviato un lungo e dettagliato messaggio al direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, per segnalargli gli intollerabili ripetuti ostacoli posti da alcuni Comuni (specie quelli più grossi) a chi chiede l’autorizzazione a raccogliere firme con una bancarella su suolo pubblico. Avevo ricordato a Gobbi che negli ultimi 10 anni avevo dovuto presentare una quindicina di ricorsi o reclami, vedendomi dare torto una sola volta. In taluni casi mi era stata negata “tout court” l’autorizzazione senza motivazioni o con motivazioni chiaramente pretestuose (del tipo : “nella piazza da lei richiesta vi sono già altre bancarelle”), oppure mi era stata concessa ma solo per pochi giorni anziché per tutta la durata richiesta, o ancora mi era stata concessa ma non per la postazione che volevo bensì per una più discosta e meno frequentata dalla gente.
Avevo dunque
invitato
Gobbi a
“emettere
delle
disposizioni
chiare per i
Comuni, facendo
riferimento
all’ampia
giurisprudenza
in materia, e
spiegando cosa i
Comuni possono
fare e cosa non
possono fare”
; e lo avevo
invitato anche a
fare in modo che
l’iter
decisionale dei
ricorsi
concernenti
questa materia
venisse snellito
e accelerato,
magari con
qualche
opportuna
modifica
legislativa
sulla
procedura .
Ebbene, ho preso
atto con
soddisfazione
che il mio
appello non è
passato
inosservato e
che la reazione
è stata
immediata.
Difatti lo
scorso 23 marzo
il Servizio dei
diritti politici
del Cantone ha
indirizzato a
tutti i Municipi
una
direttiva (
riportata in
fondo a questo
testo)
per
richiamarli al
rispetto delle
regole e della
giurisprudenza
che regolano la
messa a
disposizione di
“spazi adeguati
alle
circostanze”
per la raccolta
di firme con una
bancarella, che
– è stato
ricordato nella
direttiva - è un
diritto
costituzionale
dei cittadini.
Nella lettera si
ricorda che un
eventuale
diniego
dell’autorizzazione
alla posa di una
bancarella può
essere opposto
al richiedente
“ soltanto se
fondato su una
valida base
legale, se
sussistono
interessi
pubblici o
privati
preminenti (
rispetto ai
diritti
politici)
e se il
provvedimento
rispetta il
principio della
proporzionalità”,
cioè ad
esempio per
evitare
turbative
dell’ordine
pubblico e della
sicurezza in
generale.
E comunque,
anche qualora
esistessero
motivi “validi”
per non
rilasciare
l’autorizzazione
così come
richiesta,
“il principio
della
proporzionalità
impone che prima
di negare il
diritto sia
verificata la
possibilità di
adottare
provvedimenti
meno severi e,
in particolare,
di rilasciare
l’autorizzazione
subordinandola
al rispetto di
determinate
condizioni (per
esempio
riguardanti gli
orari e il
luogo)”.
Nella lettera
del Cantone si
sono invitati i
Municipi a
trasmettere la
direttiva anche
ai servizi
comunali che
hanno ricevuto
la delega per
autorizzare
l’uso del suolo
pubblico e a
quelli
incaricati di
istruire gli
incarti per le
decisioni del
Municipio.
In
effetti in molti
Comuni i
Municipi
delegano alla
Polizia comunale
le decisioni in
materia di
queste
autorizzazioni,
e purtroppo
taluni di questi
“sceriffi” che
sono molto bravi
ad acciuffare i
ladri si sono
rivelati in
diverse
occasioni assai
meno bravi e
poco preparati a
emettere
decisioni in
linea con la
giurisprudenza
concernenti
l’esercizio dei
diritti popolari
, trattando i
raccoglitori di
firme alla
stregua di
accattoni e di
disturbatori
della quiete
pubblica che
vanno ostacolati
anziché semmai
agevolati.
Per cui
ringrazio Gobbi
per il suo
interessamento a
risolvere un
malvezzo che
stava
francamente
diventando
intollerabile
nella Patria
della democrazia
diretta , e mi
auguro che in
futuro chiunque
lanci
un’iniziativa
popolare o un
referendum non
dovrà più
rivolgersi agli
avvocati e non
dovrà più perder
tempo e denaro a
presentare
reclami e
ricorsi per
vedersi
riconoscere dai
Comuni il loro
diritto
costituzionale
di raccogliere
firme con una
bancarella su
suolo pubblico.
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