Losone, 17 maggio
2011
Raccolta firme a
Mendrisio : il CdS
accoglie ricorso del
Guastafeste
Decisione della
polizia
annullata
“per difetto di
competenza”
Con
decisione dell’11
maggio scorso il
Consiglio di Stato
ha accolto un mio
ricorso del 15
aprile scorso contro
una decisione
dell’11 aprile della Polizia comunale di
Mendrisio che
è stata dichiarata
nulla “per
difetto di
competenza”
(!) .
Irrilevante è
stata la
constatazione che la
competenza a
rilasciare
autorizzazioni per
l’occupazione
dell’area pubblica
veniva esercitata da
decenni dalla Polizia comunale nel
rispetto – a detta
del Municipio di
Mendrisio - delle
varie disposizioni
in materia.
Il
Regolamento comunale
di Mendrisio prevede
sì la possibilità
per il Municipio di
delegare talune
decisioni ( come
quella riguardante
l’occupazione
dell’area pubblica)
ai servizi
dell’Amministrazione,
ma lo stesso
Regolamento prevede
pure che tali
competenze delegate
devono essere
stabilite tramite
ordinanza municipale.
Orbene, dagli
accertamenti
effettuati dal
Consiglio di Stato è
emerso che la
competenza a
rilasciare
autorizzazioni per
l’occupazione
dell’area pubblica
non è mai stata
demandata
formalmente – ossia
tramite ordinanza –
alla Polizia comunale, per
cui la decisione
della Polizia da me
contestata con un
ricorso è stata per
l’appunto dichiarata
nulla per difetto di
competenza.
In
poche parole da
decenni la
Polizia comunale di
Mendrisio rilasciava
autorizzazioni su
delega del Municipio
senza la necessaria
base legale
(ordinanza) , e c’è
voluto un
“guastafeste” venuto
da Losone per
ripristinare la
legalità nel
Magnifico Borgo...
Riepilogo brevemente
i fatti.
Lo
scorso 4 aprile
avevo scritto al
Municipio di
Mendrisio chiedendo
l’autorizzazione a
posare al Centro
alla Valle una
bancarella per la
raccolta di firme a
favore
dell’iniziativa
popolare intitolata
“Vietare la
dissimulazione del
viso nei luoghi
pubblici aperti al
pubblico”, e ciò
tutti i giorni dal 2
al 24 maggio e dalle
9 alle 18. Una
settimana dopo la Polizia comunale mi
rispose concedendomi
l’autorizzazione
solo per tre sabati
( 7, 21 e....28
maggio) dalle 9 alle
17, e senza alcuna
motivazione per la
mancata
autorizzazione negli
altri giorni.
Il 15 aprile
interposi un ricorso
nel quale, oltre a
sollevare
argomentazioni già
sviluppate dalla
giurisprudenza per
casi analoghi
concernenti la
libertà di
espressione e
l’esercizio dei
diritti popolari,
sollevai pure dei
dubbi (rivelatisi
fondati) sulla
legittimità della
delega decisionale
alla polizia
comunale.
Nello stesso ricorso
chiesi che venisse
decisa con urgenza a
titolo provvisionale
l’autorizzazione a
posare una
bancarella al Centro
alla Valle nei
giorni e negli orari
richiesti :
richiesta che, in
attesa dell’evasione
del ricorso vero e
proprio, venne
accolta dal
presidente del
Consiglio di Stato
(Laura Sadis) già il
21 aprile, con la
motivazione che la
decisione da me
contestata era
lesiva
dell’esercizio dei
diritti politici
tutelato dalla
Costituzione.
Ora
anche il ricorso è
stato evaso,
confermando le
motivazioni di
ordine
costituzionale già
contenute nella
citata
decisione
provvisionale e con
l’aggiunta del
capitolo concernente
il “difetto di
competenza” da parte
della Polizia
comunale. Il CdS ,
in merito alla
mancanza di
motivazioni addotte
dalla Polizia per
giustificare il
rilascio di
un’autorizzazione
limitata a soli tre
giorni, ha pure
tenuto a
sottolineare che in
base all’art. 26 cpv
1 della Legge sulle
procedure
amministrative
“ogni decisione
deve essere motivata
per iscritto”
: lo scopo di questo
obbligo “è
quello di assicurare
la trasparenza
dell’attività
dell’amministrazione,
di favorire la
comprensione del
provvedimento da
parte di terzi, di
salvaguardare
l’esercizio del loro
diritto di difesa e
di permettere
all’istanza di
ricorso di
pronunciarsi sulla
legittimità
dell’atto
impugnato”.
Per
concludere, a mo’ di
consolazione per il
Municipio di
Mendrisio, vorrei
aggiungere che
certamente il Comune
di Mendrisio non è
l’unico a non essere
in regola con le
norme riguardanti le
deleghe di certe
competenze ai vari
servizi comunali. Se
la Sezione degli
enti locali facesse
un’indagine a
tappeto in tal senso
fra i vari Comuni,
penso che ne
salterebbero fuori
delle belle. Volete
un esempio ? Quando
qualche settimana fa
avevo chiesto al Municipio di Lugano
l’autorizzazione a
raccogliere firme
tutti i giorni e per
due mesi in Piazza
Dante, il Municipio
mi rispose
autorizzando la
raccolta solo per
una settimana e
delegando alla
polizia comunale la
competenza a
decidere di
settimana in
settimana per le
successive
settimane. Quando
poi presentai un
ricorso contro
questa decisione ( ,
dopo aver accertato
che la polizia comunale di
Lugano non disponeva
di una delega
decisionale formale)
il Municipio di Lugano
corse ai ripari per
tempo ritornando
sulla sua precedente
decisione e
rilasciando
un’autorizzazione
nel senso da me
richiesto. In tal
modo il ricorso era
stato superato dai
fatti e venne
stralciato dai
ruoli.
Quindi anche a
Lugano vi era un
“difetto di
competenza” , come a
Mendrisio, nelle
decisioni delegate
alla Polizia, ma il
Municipio luganese
si era dimostrato
più furbo di quello
di Mendrisio,
correndo ai ripari
per tempo, almeno in
questa circostanza.
Ma chi ci assicura
che il “difetto di
competenza” che nel
mio caso a Lugano
è stato
rimediato all’ultimo
momento, sarà
rimediato anche per
altri cittadini che
a Lugano
presenteranno
analoghe istanze di
occupazione del
suolo pubblico ?
Giorgio Ghiringhelli
|