Losone, 4
aprile 2011
Moltiplicatori
d’imposta sottratti
al diritto di
referendum ?
Una proposta
antidemocratica
Lettera
aperta a tutti i
Municipi del Ticino
Lodevole Municipio,
ho
appreso dalla stampa
che il Consiglio di
Stato ha messo in
consultazione fra i
Comuni una proposta
di modifica della
LOC tendente a
demandare ai
Legislativi (
anziché come finora
agli Esecutivi) la
competenza a
decidere i
moltiplicatori
d’imposta. Il
progetto prevede
pure che il
trasferimento di
tale competenza non
venga accompagnato
dalla facoltà di
sottoporre a
referendum la
decisione del
Consiglio comunale.
Quale autore del
ricorso che ha
provocato la storica
sentenza del TRAM ,
mi sento legittimato
a farvi avere la mia
opinione in merito
alla non
referendabilità
della decisione sul
moltiplicatore.
Ebbene, sono
addirittura
scandalizzato da
questa proposta
antidemocratica che
mira a togliere al
Popolo Sovrano una
sua precisa
prerogativa : quella
di avere l’ultima
parola (mediante
referendum ) in
materia di
imposizione fiscale
a livello comunale.
Il Popolo
attualmente può
decidere in
votazione su
proposte concernenti
le imposte a livello
federale e
cantonale, e perché
mai non potrebbe
avere la stessa
facoltà a livello
comunale ? C’è
voluto più di un
secolo prima che
qualcuno dimostrasse
l’incostituzionalità
dell’articolo della
LOC concernente il
moltiplicatore
d’imposta, e ora che
ci si appresta a
regolarizzare questa
illegalità e
allinearsi al resto
della Svizzera, ecco
che il Consiglio di
Stato se ne esce con
questa bella trovata
che non dimostra
certo molta
considerazione verso
il Popolo, verso i
contribuenti.
E’
forse utile
ricordare un
passaggio della
sentenza del TRAM,
laddove esso afferma
:
“Alle
luce di queste
considerazioni
occorre dunque
convenire con
l’insorgente sul
fatto che la delega
al Municipio
contemplata
dall’art. 162 LOC
disattende il
diritto di rango
superiore in quanto
conferisce a
quest’ultimo
organismo un vasto
potere
d’apprezzamento
nella determinazione
dei fattori di
calcolo dell’imposta
comunale che,
sfuggendo oltretutto
ad una qualsiasi
forma di controllo
democratico, mal si
concilia con le
esigenze di legalità
in materia fiscale,
che discendono
dall’art. 127 della
Costituzione
federale. Non a caso
la soluzione
legislativa
attualmente in
vigore rappresenta
un unicum a
livello svizzero,
dato che (...) in
tutti gli altri
Cantoni la
competenza a fissare
l’aliquota d’imposta
a livello comunale
spetta all’organo
legislativo”
Anche se il
Consiglio di Stato
sostiene che
l’attribuzione al
Consiglio comunale è
considerata
sufficiente dal
profilo della
legalità, a me
pare ovvio che il
voler fare in modo
che la
determinazione del
moltiplicatore
sfugga al controllo
democratico del
Popolo, non solo mal
si concili con le
esigenze di legalità
in materia fiscale
ma anche con le
indicazioni
chiaramente espresse
dai giudici
cantonali. Adesso
che ci si adegua al
resto della Svizzera
per quanto riguarda
la competenza a
fissare il
moltiplicatore, non
si arrischia forse
di rimanere un
“unicum” a livello
svizzero per quanto
riguarda la non
referendabilità in
materia di imposte
comunali ? I
ticinesi , agli
occhi della classe
politica, sono forse
una razza
sottosviluppata per
rapporto agli altri
confederati ?
Si
potrebbe forse
rinunciare alla
referendabilità
sul moltiplicatore,
se venisse applicato
obbligatoriamente il
moltiplicatore
aritmetico,
frutto dunque di
calcoli ben precisi
che almeno in parte
non possono essere
contestati ( anche
se “giocando” ad
esempio sugli
ammortamenti sarebbe
possibile modificare
i dati di base). Ma
se la nuova modifica
di legge prevede il
mantenimento di un
moltiplicatore
politico che si
discosti da quello
aritmetico, allora
il Popolo Sovrano
deve avere la
facoltà di dire
l’ultima parola.
In
conclusione vi
esorto dunque a
respingere la
proposta di non
sottoporre a
referendum le
decisioni del
Consiglio comunale
in materia di
moltiplicatore
d’imposta.
Per
completezza di
informazione vi
informo che se il
principio della “non
referendabilità”
dovesse passare, mi
riserverò di
scegliere fra le
seguenti due opzioni
:
a)
inoltrare un nuovo
ricorso
b)
lanciare
un’iniziativa
popolare per
modificare la LOC (
e in tal caso
valuterei se
limitarmi a chiede
che le decisioni sul
moltiplicatore
siano referendabili,
oppure già che ci
sono se chiedere che
venga introdotto un
referendum
obbligatorio sia
ogni qualvolta vi
sia una modifica del
moltiplicatore e sia
per spese di
investimento al di
sopra di un certo
importo valutato in
base alla forza
finanziaria del
Comune )
Vi
rammento che a
favore del
referendum
obbligatorio per le
spese di
investimento avevo
già raccolto oltre
9'000 firme con
l’iniziativa
“Diritti popolari
agevolati a
livello comunale”
lanciata nel 2007.
Poi, in sede di
discussioni con la
Commissione della
legislazione del
Gran Consiglio sulla
percentuale di firme
necessarie per la
riuscita di
referendum e
iniziative a livello
comunale e sul tempo
a disposizione per
raccoglierle, avevo
rinunciato in
quell’occasione a
portare avanti la
proposta relativa al
referendum
obbligatorio,
riservandomi però di
ripresentarla in
futuro .
Cordiali
saluti.
Giorgio Ghiringhelli
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