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Giorgio Ghiringhelli
Losone, 22 dicembre 2006
Via
Ubrio 62
6616
Losone
(Tel.
+ Fax : 091 /792 10 54)
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Onorando
Gran Consiglio
del Canton
Ticino
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Inadempienze del CdS
quale autorità di
vigilanza sui Patriziati
Egregio signor
Presidente,
gentili signore
deputate, egregi signori
deputati,
mi
rivolgo a voi nella
vostra qualità di membri
del Parlamento, cioè
dell’organo che in base
all’art. 57 cpv 2 della
Costituzione cantonale
esercita l’alta
vigilanza sul Consiglio
di Stato, per denunciare
quella che a mio parere
è una grave inadempienza
di questo stesso
Consiglio di Stato nella
sua veste di Autorità
preposta alla vigilanza
sui Patriziati.
Il 5
aprile scorso , nella
mia veste di cittadino (
e fra l’altro anche di
patrizio bellinzonese),
avevo presentato al
Consiglio di Stato
un’istanza di intervento
con la quale
denunciavo
discriminazioni del
Patriziato di Ascona ,
fra patrizi e non
patrizi, non conformi
alla legge organica
patriziale. In
particolare segnalavo
che da parecchi anni
questo Patriziato
spendeva cifre rilevanti
per finanziare
manifestazioni e aiuti
di tipo sociale
destinati esclusivamente
ai patrizi (20'000
fr. per il pranzo
annuale, 12'000 fr. per
un fondo borse di studio
e 12'500 fr. per un
fondo di previdenza per
bisognosi) , e dunque in
netto contrasto con
quanto disposto dalla
LOP, secondo cui i beni
patriziali devono essere
utilizzati a favore di
tutta la comunità e non
solo dei patrizi.
A
supporto della mia
denuncia avevo citato
una sentenza del TRAM
del 9 settembre 1985
(RDAT 1986 no.12)
nella quale si diceva
chiaramente che
l’impiego di una somma
di denaro per una cena
sociale al fine di
consolidare lo “spirito
della corporazione
patriziale” era
contrario alla legge
e non appariva
giuridicamente
ammissibile e neppure
giustificabile con il
fatto che ciò facesse
parte della
consuetudine.
In
data odierna, dopo
un’attesa di oltre otto
mesi, e pochi giorni
dopo che il Patriziato
di Ascona ha speso
nuovamente circa 20'000
franchi per offrire un
pranzo ai patrizi ( 17
dicembre) e che
l’assemblea patriziale
nella seduta del 18
dicembre ha approvato i
conti preventivi per il
2007 che prevedono il
perpetuarsi di spese
illegali, il Consiglio
di Stato mi risponde
informandomi che la
mia istanza è
irricevibile in quanto
non essendo io patrizio
asconese non ho un
legittimo interesse da
difendere. E ci
volevano otto mesi per
partorire una simile
decisione ?
Il
Consiglio di Stato mi
informa pure che i fatti
da me segnalati,
“nella misura in cui
rientrano nell’attività
di vigilanza sui
Patriziati, potranno
essere oggetto di
approfondimento e di
intervento per sanare
eventuali situazioni in
contrasto con la LOP”.
Una
risposta, questa, che
avrebbe fatto arrossire
di vergogna persino uno
struzzo e che ha tutta
l’aria di essere un
regalino natalizio ai
Patriziati
nell’imminenza delle
elezioni cantonali.
Indipendentemente da
quello che ciascuno può
pensare sui limiti posti
dalla legge a certe
spese discriminatorie
dei patriziati o sulla
citata sentenza del
TRAM, e
indipendentemente
dall’esistenza o meno di
un legittimo interesse
del sottoscritto a
richiedere l’intervento
dell’Autorità preposta
alla vigilanza sui
Patriziati, è infatti
evidente che il
Consiglio di Stato non
solo non è mai
intervenuto d’ufficio in
passato per risolvere
questa questione, ma non
ha ritenuto di doverlo
fare neppure su
segnalazione ,
venendo così gravemente
meno a un suo preciso
dovere e non
contribuendo certo ad
accrescere la fiducia
dei cittadini nelle
istituzioni .
Nel
messaggio sui conti
preventivi per il 2007
approvati pochi giorni
fa dall’assemblea,
l’Ufficio patriziale di
Ascona si sofferma sulla
mia istanza di
intervento rilevando che
le “iniziative
denunciate figurano
CHIARAMENTE nei conti
del Patriziato
regolarmente approvati
dall’assemblea e
VERIFICATI DALL’AUTORITA
CANTONALE” .
Ma
allora – vien da
chiedersi – perché in
passato il Dipartimento
che aveva la competenza
di vigilare per conto
del Consiglio di Stato
non solo non è mai
intervenuto d’ufficio
per sanare “situazioni
in contrasto con la LOP”
ma addirittura ha
dato il suo benestare
a queste situazioni dopo
la verifica dei conti ?
E perché, ammesso che
ciò sia avvenuto per
distrazione e non per
deliberata scelta
opportunistica, il
Consiglio di Stato non
ha colto
l’occasione di far
chiarezza a seguito
della mia denuncia in
ottemperanza a quanto
disposto dall’art. 131
cpv 3 della LOP che
recita “Quando vi
fosse indizio o sospetto
di cattiva
amministrazione,
l’autorità di vigilanza
è legittimata ad
intervenire sia SU
DENUNCIA PRIVATA, sia
D’UFFICIO ?”
Forse
che bisogna dimostrare
un legittimo interesse
per denunciare
all’autorità competente
un’illegalità o una
presunta illegalità ?
Il
Consiglio di Stato ha
precisato che i fatti da
me segnalati
“potranno essere oggetto
di approfondimento e di
intervento per sanare
eventuali situazioni in
contrasto con la LOP” .
Magari ciò verrà
fatto in futuro, forse
dopo il 1. aprile, ma
perché non è stato fatto
negli scorsi otto mesi,
impedendo in tal modo
che l’eventuale
situazione illegale si
ripetesse in occasione
del pranzo offerto ai
patrizi asconesi lo
scorso 17 dicembre ?
Oltre
a non aver compiuto il
suo dovere di vigilanza,
il Consiglio di Stato,
nel cercare cavilli
formali per evitare di
dover prendere
posizione, ha perso
una buona occasione per
fare chiarezza su una
questione di risonanza
cantonale che non
concerne solo il
Patriziato di Ascona ma
anche vari altri
Patriziati che
attendevano
probabilmente con
interesse la decisione
del Consiglio di Stato
sulla mia istanza. Mi
risulta infatti che, in
barba alla sentenza del
TRAM del 1986, altri
patriziati ( fra cui se
non erro la Corporazione
dei Borghesi di Locarno)
assumono il costo dei
pranzi in occasione dei
raduni patriziali. E
così, a causa delle
inadempienze
dell’Autorità di
vigilanza, certi
patriziati che da anni
continuano a
spendere soldi per
pranzi o per altre
iniziative destinate
solo ai patrizi,
potranno tranquillamente
continuare a farlo; e
intanto lo Stato
continuerà a devolvere
annualmente 350'000
franchi al Fondo di
aiuto patriziale…
Visto
che al sottoscritto non
è stata riconosciuta la
legittimazione a
chiedere un intervento
per sanare una
situazione illegale, e
visto che tale
situazione continua ad
essere tollerata dal CdS
(portando in tal modo
acqua al mulino di chi
vorrebbe integrare i
Patriziati nei Comuni…),
auspico che qualche
deputato intervenga per
chiedere spiegazioni al
Consiglio di Stato e per
sollecitare un suo
intervento.
Resto
ovviamente a
disposizione di chi
desiderasse un
supplemento di
informazioni.
Cordiali saluti e buon
Natale
Giorgio
Ghiringhelli
Allegato : - istanza di
intervento del 5 aprile
2006
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