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Losone, 31 marzo 2007
Meglio zimbelli del
Tribunale federale
che pecoroni del Governo
Non ho apprezzato il
commento di Giovanni
Galli, intitolato “Gli
zimbelli del Tribunale
federale” pubblicato
nell’edizione di sabato
scorso. A parte il fatto
che le sentenze del TF
vanno anche
"interpretate" e vanno
esposte correttamente
prima di ridicolizzare
gli autori dei ricorsi
(nel riferire ad esempio
sulla recente sentenza
concernente la procedura
di spoglio delle
elezioni cantonali il
CdT ha tralasciato
completamente i passaggi
in cui i giudici
federali ammettevano che
la presenza dei delegati
dei partiti avrebbe
garantito uno spoglio
più trasparente,
credibile e
attendibile..), a
dividermi da Galli c'é
anche una differenza di
ruoli. Egli lavora
infatti per il giornale
più ministeriale del
Cantone e che per
statuto deve difendere
le istituzioni, mentre
che il sottoscritto è il
fondatore di un
movimento che non per
nulla si chiama
guastafeste e che ha
invece il compito di
controllare il potere e
di denunciare ciò che
non va cercando se
possibile di
migliorarlo in modo
costruttivo, non già con
le bombe ma
cercando di utilizzare i
mezzi democratici a
nostra disposizione :
fra cui i diritti
popolari e per l'appunto
i ricorsi. Preferisco
sentirmi dire di essere
lo zimbello del
Tribunale federale
piuttosto che fare il
pecorone disposto a
leccare il potere e a
subire in silenzio e
senza reagire, per
timore o convenienza o
quieto vivere, qualsiasi
decisione strampalata
emanante da questo
potere. Fra l'altro
anche il Tribunale
federale é composto da
uomini promossi a quella
funzione magari più per
meriti politici che per
altro e quindi non
sempre al di sopra di
ogni sospetto quando vi
sono di mezzo questioni
politiche che oppongono
un cittadino o un
partito al potere
costituito.
Visto che dal 1.
gennaio del 2007 la
prassi in materia di
tasse di giudizio per
ricorsi sui diritti
politici é cambiata ,
qualcuno può spiegarmi
perché il ricorso della
lega dei ticinesi, che é
stato dichiarato
inammissibile in quanto
"carente di
motivazioni", non é
stato tassato mentre che
il mio ricorso di 30
pagine (pubblicato
integralmente sul sito
www.ilguastafeste.ch)
concernente
l’impossibilità per i
partiti di inviare loro
delegati ad assistere
allo spoglio dei voti è
stato tassato con una
“tassa di ingiustizia”
di 1'000 franchi
malgrado fosse
tutt'altro che carente
di motivazioni e
tutt'altro che infondato
? Come ricordavo nel
ricorso, l'ONU ha già
raccomandato agli Stati
membri di consentire ai
candidati o ai loro
rappresentanti di
assistere alle
operazioni di spoglio
dei voti . Un’ eventuale
tribunale dell'ONU
avrebbe dunque dato
ragione a me, ma
purtroppo la Svizzera
non ha firmato il
protocollo che consente
a questo organismo
internazionale di
giudicare anche ricorsi
individuali provenienti
dagli Stati, e ciò ha
permesso al Tribunale
federale di respingere
tranquillamente il mio
ricorso senza paura di
essere smentito e con la
certezza di farla
franca. La tassa di
1'000 franchi é stata la
ciliegina sulla torta,
un evidente atto
politico punitivo e
dissuasivo. Tutti i
ricorsi di diritto
pubblico citati
nel commento di
Galli , compreso quello
ancora inevaso
concernente il
casellario giudiziale e
le candidature
elettorali, non erano
semplici "beghe
politiche" ticinesi,
come lui le ha
sbrigativamente e
superficialmente
definite, ma toccavano
temi legati al diritti
politici del popolo e di
singoli cittadini e
quindi importanti per
tutti indipendentemente
dalla provenienza o
dalle opinioni dei
singoli. A essere
provinciali non sono
questi ricorsi ma coloro
che pensano che siccome
certi ricorsi sono
targati “Ticino” allora
si tratta solo di beghe
ticinesi e di questioni
non importanti e quindi
non meritevoli di essere
chiarite portandole a
Losanna. C'è forse
qualche differenza fra
l’essere gli zimbelli
del Tribunale federale o
quelli del Governo o del
Parlamento ticinesi?
Giorgio Ghiringhelli,
Losone
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