L’aggregazione del Locarnese
( e del Bellinzonese) non è
solo un problema regionale
ma cantonale
Una delle obiezioni mosse dagli avversari dell’iniziativa popolare che mira a raggiungere l’aggregazione dei Comuni del Locarnese e del Bellinzonese tramite una modifica della Costituzione cantonale sottoposta al voto di tutti i ticinesi, è che non è giusto che a votare siano tutti i ticinesi anziché solo quelli dei Comuni direttamente coinvolti nel progetto aggregativo. Stando ad essi, insomma, l’aggregazione del Locarnese e del Bellinzonese è solo un problema regionale, che non ha alcun influsso sulle altre regioni ticinesi.
Noi non siamo di questo parere, e non solo noi. Qui sotto pubblichiamo una serie di estratti di interventi e lettere di consiglieri di Stato e di altre personalità in occasione dei dibattiti che hanno preceduto la votazione del 25 settembre 2011 per l’aggregazione dei Comuni locarnese della Sponda sinistra della Maggia.
Da questi
interventi appare evidente
che la creazione di un
Comune unico sia nel
Locarnese e sia nel
Bellinzonese è una questione
di importanza cantonale, e
che serve a
riportare un certo
equilibrio fra il disunito e
povero Sopraceneri e il
sempre più unito e potente
Sottoceneri (dove gli
agglomerati urbani del
Luganese e del Mendrisiotto
si vanno sempre più
espandendo, tant’è vero che
la Lega dei ticinesi ha
annunciato l’intenzione di
espandere ancor più la
Rimanendo
disuniti,
i Comuni del
Bellinzonese e del Locarnese
non avranno mai la forza
economica per
svolgere un ruolo di
polo regionale per lo
sviluppo delle loro
rispettive valli, e così
tocca ai sottocenerini
- e specialmente ai
luganesi - sborsare fior di
milioni (Lugano ad un certo
punto ne pagava 28
all’anno) destinati
al fondo di solidarietà
intercomunale a cui fanno
capo prevalentemente Comuni
del Sopraceneri ( fra cui
Locarno, Losone, Gordola e
praticamente tutti i Comuni
del Bellinzonese). Ha
ragione
Ma non è
tutto. Non va dimenticato
che nel 2017 Alptransit
entrerà in funzione. A quel
momento le distanze dei
percorsi in treno fra Zurigo
e il Ticino saranno
raccorciate di quasi un’ora,
e dunque (come avvenne a
partire dal 1981 dopo
l’apertura autostradale del
San Gottardo) ci si dovrà
attendere una forte
pressione sul mercato
immobiliare ticinese dovuto
alla ricerca di case
secondarie da parte degli
svizzero tedeschi, con
conseguenze negative sul
livello degli affitti e
anche sull’ambiente. Come
sarà possibile pianificare
con una visione globale un
corretto utilizzo del
territorio fra Bellinzona e
Locarno, dove ciascuno della
quarantina di Comuni
esistenti ha le sue norme
edilizie e il suo Piano
regolatore ? Come sarà
possibile evitare una più o
meno selvaggia e disordinata
cementificazione del
territorio , che è una
ricchezza di tutti i
ticinesi e non solo dei
locarnesi o dei bellinzonesi
? Si può capire che
nei vari piccoli feudi in
cui queste due regioni
sopracenerine sono suddivise
vi sia chi vorrebbe
conservare il potere per
gestire più liberamente
questa ricchezza , a
vantaggio loro e delle loro
rispettive “corti”.
Ma noi riteniamo che sia
diritto di tutti i ticinesi
decidere se mantenere questo
sistema feudale nel
Locarnese e nel Bellinzonese
che arrischia di portare
scompensi nell’economia
cantonale
e che non offre
sufficiente garanzie per una
sana e corretta gestione del
territorio cantonale.
Estratti di interventi e
lettere in occasione del
dibattito per l’aggregazione
dei Comuni della Sponda
sinistra della Maggia (
affossato in votazione
popolare il 25.9.11)
Due anni fa ... :
“Quanto
proposto dalla revisione
della legge sulla
perequazione intercomunale è
solo un cerotto. Bisogna
avere il coraggio di
modificare alla radice il
concetto alla base della
perequazione intercomunale.
I poli che vogliono essere
protagonisti devono capire
che non possono più andare
avanti così. Non possono
continuare ad attingere dal
fondo di compensazione per
raggiungere il pareggio di
bilancio” (intervista su La
Regione del 14 gennaio
Dibattiti per la Sponda
sinistra della Maggia:
Manuele Bertoli
“Il Cantone
soffre da alcuni anni di un
vistoso equilibrio
socioeconomico e
territoriale. A fronte di un
Sottoceneri che si aggrega e
si sviluppa velocemente,
abbiamo un Sopraceneri che
langue. La
Bertoli ha inoltre ricordato come la creazione di questo nuovo agglomerato forte sia importante non solo per la regione ma per l’intero Cantone che mira ad avere 4 poli forti (Locarnese, Bellinzonese, Luganese e Mendrisiotto) da trattare allo stesso modo ed equilibrati fra di loro. Per ora il Sopraceneri è indietro rispetto al Sottoceneri ed è per questo – ha concluso Bertoli – che le previste aggregazioni che stanno prendendo forma nel Bellinzonese e, si spera, nel Locarnese sono di vitale importanza (dibattito a Muralto : cronaca sul CdT del 31.8.11)
Mauro Baranzini (economista)
“Il voto del 25 settembre è un’occasione di rilancio per il Sopraceneri. Svegliamoci, sennò ci sotterrano e diventiamo tutti cittadini della Grande Lugano” (dibattito a Locarno : cronaca su La Regione del 2.9.11)
Normann Gobbi
“Qualora questo progetto venisse affossato, non dovremo lamentarci se il Sottoceneri avrà sempre più peso nella politica ticinese” (dibattito a Locarno : cronaca su La Regione del 2.9.11)
“Dimenticando i personalismi e gli errori di ieri, conto sulla capacità delle cittadine e dei cittadini di fare un atto di fiducia verso il futuro, dando la possibilità alle futuri classi politiche di raccogliere questa sfida importante e vitale per il Locarnese e per tutto il Cantone” (dibattito a Tenero-Contra : cronaca su La Regione del 7.9.11)
“(...)Una sfida che vuole dare forza e positività ad una regione sinora rimasta alla balaustra. Per raggiungere questo obiettivoi ambizioso per il Locarnese, e strategico per il Sopraceneri e il Ticino, bisogna passare dal voto del prossimo 25 settembre. (...) La valenza cantonale del voto è confermata dagli impegni assunti in passato, nel presente e in futuro dal Consiglio di Stato per realizzare la dinamica di agglomerato. (...) Un voto difficile per le sue componenti emotive, ma decisivo per il futuro del Locarnese, del Sopraceneri e di tutto il Ticino. (...) Una sfida importante e vitale per il Locarnese e per tutto il Cantone” (lettera del consigliere di Stato sul Mattino dell’11.9.11)
“Per la prima volta il Sopraceneri ha l’occasione di creare un’unità territoriale urbana da contrapporre alla crescente estensione dei poli sottocenerini “ (intervista su Azione del 12.9.11)
“Un secondo polo forte in Ticino compenserebbe a livello di peso, non solo politico ma anche territoriale, una Lugano che sta diventando sempre più grande e si estenderà anche a zone non urbane” (intervista su Cooperazione del 20..9.11)
Laura Sadis
La consigliera di Stato ha ribadito la necessità di un “Ticino equilibrato, che sappia evitare divari esagerati tra le sue regioni” (dibattito a Brione s/Minusio : cronaca sul CdT del 5.9.11)
“Il problema
delle aggregazioni non è
solo comunale ma interessa
tutto il Cantone, in quanto
è un forte miglioramento
delle strutture interne del
Ticino stesso. (...)
Franco Celio ( deputato in Gran Consiglio e presidente della Coreti)
“Il progetto attuale, com’è già stato osservato da molti, ha una valenza che va ben oltre il comprensorio direttamente interessato. Si tratta in sostanza di vedere se il Sopraceneri sa dare risposte adeguate alle nuove realtà territoriali, o se rimane nostalgicamente legato ad un passato certamente rispettabile ma ormai tramontato. (...) il rifiuto del progetto in questione sarebbe autolesionistico, non solo per il Locarnese ma per l’intero Sopraceneri (...)” (lettera sul GdP del 22.9.11)
Dopo la bocciatura del
progetto di aggregazione
della Sponda sinistra della
Maggia
Normann Gobbi
“Il Consiglio di Stato è preoccupato per gli squilibri che si stanno profilando in Ticino (...) I flussi finanziari fra il Sotto e il Sopraceneri costituiscono un elemento di tensione e richiedono un’attenta valutazione di tipo politico” (lettera sul CdT del 16.11.11)
Paolo Bobbià
“A questo punto sembra lecito chiedersi con quali scuse i Comuni non aggregati, di regioni che già oggi faticano a tirare a campare, chiederanno ancora aiuto a chi di suo ha deciso (ndr. Lugano) , con spirito solidale, di prendersi a carico delle valli intere” ( lettera su La Regione del 21.11.11)
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