Votazione consultiva
sull’aggregazione del
Circolo delle isole : sì a
un leggero rinvio, ma prima
delle elezioni comunali del
2012
Lodevole Consiglio di Stato,
ho appreso dalla stampa che la Commissione di studio per l’aggregazione della sponda destra della Maggia vi ha scritto chiedendo un incontro alfine di valutare la possibilità di procrastinare la votazione consultiva concernente i Comuni di Losone, Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona, prevista per il mese di giugno.
Nella mia veste di promotore e primo firmatario dell’istanza popolare presentata nel giugno del 2003 e che ha dato avvio alla procedura di aggregazione, credo di avere il diritto di essere coinvolto in eventuali decisioni sui tempi della votazione.
Posso già anticipare di essere favorevole a posticipare la votazione rispetto a quella prevista in giugno in concomitanza con quella per l’aggregazione della sponda sinistra della Maggia. Ma tale votazione dovrà comunque svolgersi ancora entro la fine di quest’anno , e non dopo le elezioni comunali del 2012, come mi sembra invece che desidererebbero i membri della Commissione. Qualora la votazione avesse un esito positivo, le elezioni comunali nei quattro Comuni interessati potrebbero essere posticipate di un anno (come già avvenuto in altri casi) , e quindi non vi sarebbero problemi di tipo organizzativo. Posticipando la votazione a dopo le elezioni comunali, invece, i Municipi ed i Consigli comunali rimarrebbero in carica ancora per quattro anni anche se l’aggregazione fosse approvata, e ciò non sarebbe né giusto né giustificato.
Perché sarebbe opportuno
separare le due votazioni
consultive
E’ innegabile che il progetto aggregativo del Circolo delle isole sembra destinato a finir male, e ciò non solo a causa della decisione del Consiglio di Stato di non contribuirvi finanziariamente, ma pure a seguito della netta opposizione del Municipio di Ascona, nonché del degrado delle finanze di Losone intervenuto specialmente negli ultimi anni (con un moltiplicatore d’imposta passato dal 75% del 2007, al 90% del 2010 e al previsto 95% del 2011).
A questo punto solo un’eventuale aggregazione dei Comuni della sponda sinistra della Maggia potrebbe “ricompattare” i Comuni del Circolo delle isole al motto di “l’unione fa la forza”, perché se quest’ultimi rimanessero ancora separati e isolati sarebbero destinati con il tempo a soccombere di fronte alla forza politica e finanziaria del nuovo polo e il loro destino sarebbe quello di regredire o, partendo da una situazione di debolezza, “supplicare” l’ammissione nella Grande Locarno.
Ecco perché la due votazioni consultive non devono avvenire contemporaneamente, in modo da lasciare agli abitanti e alle autorità del Circolo delle isole qualche mese di tempo per riflettere sul loro futuro alla luce di quanto avverrà sulla sponda opposta della Maggia. Ma per fare questa riflessione occorre tutt’al più qualche mese e non qualche anno, per cui la votazione andrebbe fatta in ogni caso prima delle elezioni del 2012, e ciò anche nel malaugurato caso in cui i cittadini della sponda sinistra della Maggia dovessero bocciare la proposta di aggregazione.
Non avrebbe
senso , e sarebbe illegale,
prorogare per anni la
votazione in attesa che la
situazione finanziaria di
Losone migliori o in attesa
che vi sia un ricambio
generazionale nel Municipio
di Ascona : anche qualora
la votazione si concludesse
negativamente, nulla
impedirebbe ai Municipi o ai
Consigli comunali di
ripresentare in un prossimo
futuro una nuova istanza di
aggregazione.
E’ tempo che la parola passi
al Popolo
Di tempo , dal 2003, se n’è già perso fin troppo e ora è giunto il momento che i cittadini possano votare sull’argomento e che si possano così avere indicazioni chiare sulla volontà popolare. Del resto era proprio stato per consentire ai cittadini di decidere il proprio destino – visto l’immobilismo dei partiti e delle autorità comunali su questo fronte – che era stata lanciata una petizione popolare in linea con le modalità previste dall’art. 4 della legge sulle aggregazioni.
Proprio
perché la richiesta di
avviare uno studio di
aggregazione non è partita
dalle autorità comunali –
che anzi erano contrarie –
bensì da una petizione
popolare,
toccherebbe semmai ai
rappresentanti dei firmatari
(cioè ai promotori
della petizione) decidere se
ritirare o meno l’istanza di
aggregazione o se
procrastinare “sine die” la
votazione, e non certo ai
Municipi, o ai sindaci, o
alla Commissione di
aggregazione o allo stesso
Consiglio di Stato.
Diversamente sarebbe un po’
come se un’iniziativa
popolare venisse messa in un
cassetto, anziché essere
posta in votazione , e ciò
solo perché da taluni
giudicata prematura, o
scomoda o destinata
all’insuccesso : non è
così che funziona la
democrazia diretta !
In base all’art. 6 della Laggr, il Consiglio di Stato, una volta esaminato lo studio, deve trasmettere la sua proposta “con uno o più scenari di aggregazione ai Municipi dei Comuni interessati affinché la sottopongano con il loro preavviso alle rispettive assemblee, in via consultiva, entro un termine che sarà loro fissato”. La legge lascia dunque al CdS la competenza di fissare la data per la votazione, ma tale competenza ha comunque dei limiti che sconfinerebbero chiaramente nell’abuso in caso di rinvii “sine die” che aggirerebbero i diritti popolari e lo spirito stesso della legge sulle aggregazioni.
Il CdS vuole
E’ vero che
il Consiglio di Stato
potrebbe anche decidere , in
questo caso del tutto
legittimamente, di porre in
votazione contemporaneamente
i due progetti di
aggregazione del Locarnese,
ben sapendo che ciò
equivarrebbe alla quasi
certa bocciatura del
progetto concernente il
Circolo delle isole.
Ma se questa dovesse
essere l’intenzione del
Governo, allora avrebbe
ragione la Commissione di
studio laddove nella sua
lettera osserva che
“la strategia sempre meno
velata del Cantone é quella
di mantenere la Sponda
destra isolata per poi farla
confluire , un domani, nella
Grande Locarno”.
In effetti
vi sono fondati motivi e
dati di fatto che avvalorano
questa tesi. Vorrei
ricordare che il
Consiglio di Stato aveva
inizialmente deciso di non
dar seguito alla petizione
popolare del Circolo delle
isole , perché ciò avrebbe
precluso la realizzazione di
“scenari più ampi”,
ossia perché ciò a suo dire
avrebbe precluso la
possibilità di creare un sol
Comune. Il Gran
Consiglio però accettò un
ricorso dei promotori della
petizione e diede via libera
al loro progetto, perché lo
stesso era in regola con le
procedure previste dalla
legge sulle aggregazioni.
Sempre in base a
questa stessa legge ,
nessuno avrebbe comunque
impedito a un qualsiasi
Municipio o un qualsiasi
Consiglio comunale o un
qualsiasi comitato popolare
di presentare anche una
richiesta per l’avvio di una
procedura di aggregazione
per un unico Comune. Ma
nessuno ha compiuto questo
semplice passo, che –
come scritto nero su bianco
in una lettera inviata al
Consiglio di Stato il 23
maggio 2005 (e pubblicata
sul sito
www.ilguastafeste.ch) –
era stato da noi
caldeggiato e
avrebbe goduto del
nostro consenso e appoggio.
E anche lo stesso Consiglio
di Stato, che in base alla
legge avrebbe potuto avviare
d’
strategico
non finalizzato
all’aggregazione, e dopo un
sondaggio popolare
dall’esito poco rassicurante
ha rinunciato ad avviare d’
Ciò dimostra
che gli “scenari più ampi”
tirati in ballo dal
Consiglio di Stato per
tentare di bloccare la
nostra petizione erano in
realtà un pretesto bell’e
buono non poggiante su alcun
riscontro oggettivo, giacché
in realtà nessuno voleva
Non si può dunque escludere che, dopo essere stato sconfessato dal Gran Consiglio, ora il Consiglio di Stato cerchi la rivincita, e, con la decisione di non contribuire finanziariamente all’aggregazione del Circolo delle isole, abbia mirato volutamente a “sabotare” l’aggregazione del Circolo delle isole in modo da mantenere separati e isolati questi Comuni e farli confluire con il tempo nella Grande Locarno. Una strategia che ovviamente, pur condividendo l’obiettivo finale, non possiamo assecondare.
I deleteri e inammissibili
ritardi causati dal CdS e
dalla Commissione di studio
Infine mi
sia concesso osservare che
se il Consiglio di Stato
avesse rispettato i termini
previsti dalla Legge sulle
aggregazioni e non avesse
cercato di mettere i bastoni
nelle ruote alla nostra
petizione, la votazione
sull’aggregazione del
Circolo delle Isole avrebbe
potuto aver luogo già almeno
4 o 5 anni fa, quando il
moltiplicatore d’imposta di
Losone era ancora al 75% e
quando dunque la situazione
finanziaria
Per rinfrescare la
memoria a chi l’avesse
persa, ricordo infatti che
la petizione venne
presentata nel giugno del
2003 . In base alla legge il
Consiglio di Stato avrebbe
dovuto darvi seguito
entro 6 mesi avviando
uno studio di aggregazione.
Invece l’autorità cantonale
tenne per un anno e mezzo la
petizione in un cassetto e
solo a seguito di un primo
ricorso al Gran Consiglio
per “denegata giustizia” si
decise finalmente, nel
febbraio del
Questo breve istoriato dimostra che , a tutti i livelli , la petizione popolare è stata fin dall’inizio osteggiata e presa sotto gamba, e che anche la Commissione di studio ci ha messo del suo per provocare un ritardo che ora, a seguito del degrado delle finanze di Losone emerso soprattutto dopo il 2007, arrischia di compromettere l’esito della votazione. Dovevano pensarci prima : troppo tardi e troppo semplicistico chiedere ora un rinvio “sine die” della votazione con il solito pretesto che i tempi non sono maturi o non son propizi.
Dopo tutte
queste peripezie sarebbe
intollerabile, scorretto,
illegale e vergognoso
provocare nuovi artificiosi
e immotivati ritardi che
finirebbero con il
calpestare ulteriormente i
diritti dei firmatari della
petizione impedendo al
popolo sovrano di dire la
sua, in un senso o
nell’altro, su un argomento
che si
trascina ormai da
troppi anni. E se il Popolo
dovesse votare contro
l’aggregazione va bene lo
stesso : vorrà dire che si
assumerà la sua parte di
responsabilità qualora
l’economia regionale e le
finanze dei Comuni dovessero
peggiorare.
Distinti saluti
(promotore e primo firmatario della petizione per l’aggregazione del Circolo delle isole) |