Losone,
4 maggio 2011
Il TRAM accoglie la
richiesta del
Guastafeste di
ricusare l’intero
CdS
(in merito ai
ricorsi contro il
moltiplicatore
d’imposta di Losone
per il 2009 e 2010)
con sentenza del 26
aprile il TRAM ha
accolto le mie
domande di ricusa
del CdS nelle
procedure
concernenti i
ricorsi che avevo
inoltrato contro le
decisioni del Municipio di Losone
in materia di
determinazione del
moltiplicatore
d’imposta comunale
2009 e 2010. Di
conseguenza il TRAM
ha ordinato al CdS
di trasmettergli gli
atti di tali
procedimenti
ricorsuali, in modo
da poterli evadere
direttamente al suo
posto.
Per capire gli
antefatti della
clamorosa decisione
vi invito a leggere
la lettera del 13
maggio 2008 con la
quale, dopo che
avevo presentato un
ricorso contro il
moltiplicatore
d’imposta di Losone
per il 2007,
avevo
invitato il CdS
ad auto
ricusarsi e a
muovere i passi
necessari per la
nomina di un CdS
straordinario
incaricato
unicamente
dell’evasione del
ricorso, in quanto
nel frattempo il CdS
aveva anticipato
alla Commissione
della legislazione
il giudizio che
avrebbe emanato
sulla vertenza.
Anziché trasmettere
la richiesta di
ricusa al TRAM, come
avrebbe avuto
l’obbligo di fare,
il CdS respinse sia
il ricorso e sia
l’istanza di ricusa.
Nel febbraio del
2011 il TRAM aveva
però rovesciato il
verdetto ,
accogliendo i
ricorsi contro i
moltiplicatori per
gli anni 2007 e 2008
che contestavano la
costituzionalità
delle norme di legge
in vigore in Ticino
in materia di
competenza a
decidere il
moltiplicatore
d’imposta ( a
seguito di ciò in
futuro saranno i
Consigli comunali e
non più i Municipi a
stabilire il
moltiplicatore) e
tirando le orecchie
al CdS per non
avergli trasmesso la
richiesta di ricusa
che, per i giudici
cantonali ,
“ era fondata nel
merito”
in quanto
l’anticipazione del
giudizio sul mio
primo ricorso da
parte del CdS aveva
integrato” gli
estremi di una
ragione
sufficientemente
grave per escludere
i membri del
collegio
dall’esercizio delle
loro funzioni
giurisdizionali, in
quanto esposti al
sospetto di
prevenzione e quindi
incapaci di
fornire adeguate
garanzie di
indipendenza e di
imparzialità”.
A seguito di ciò,
dopo quella sentenza
presentai
una nuova
istanza di ricusa
concernenti i due
ricorsi contro i
moltiplicatori del
2009 e del 2010
ancora inevasi.
Istanza che per
l’appunto è stata
accolta negli scorsi
giorni.
Al punto 4 della sua
recente sentenza
il TRAM dice
che la legislazione
ticinese non prevede
nulla riguardo al
modo in cui si deve
procedere nei casi
in cui l’intero
Governo sia impedito
dall’esercitare la
propria funzione
“giurisdicente” ( e
quindi la mia
istanza ha messo a
nudo una lacuna
legislativa...), e
che dunque dal
profilo pratico sono
immaginabili in
linea di massima
due soluzioni
che non sono
comunque previste
dal diritto
procedurale
ticinese, ossia
quella della nomina
di un CdS
straordinario ( la
soluzione da me
richiesta) , e
quella del ricorso
diretto
(Sprungrekurs) al
TRAM (cioè la
soluzione scelta dal
TRAM per questo caso
perché “tutto
sommato preferibile
all’altra”).
Tengo a sottolineare
che in questa
vicenda iniziatasi
oltre tre anni fa il
piccolo ma tenace
Guastafeste ha messo
in riga per ben tre
volte il Governo
ticinese :
1)
La prima quando il
TRAM, dopo che il
CdS aveva respinto
il mio primo
ricorso, rispedì gli
atti al Governo in
quanto (come
ricordato a pag. 2
punto A della
sentenza del 26
aprile) la sua
decisione era stata
lesiva del mio
diritto di essere
ascoltato, poiché il
Governo non si era
confrontato “con
la censura di
incostituzionalità
del diritto
cantonale, sollevata
in quel gravame ma
sostanzialmente
rimasta inevasa”
2)
La seconda quando il
TRAM, sconfessando
il CdS,
accolse i
mie due ricorsi
contro i
moltiplicatori 2007
e 2008 dichiarando
parzialmente
incostituzionale il
diritto cantonale in
materia di
moltiplicatore (con
conseguente
necessità di
modificare
urgentemente la LOC)
3)
La terza quando il
TRAM, accogliendo la
mia istanza di
ricusa del CdS per
quanto attiene ai
miei ricorsi ancora
inevasi contro i
moltiplicatori 2009
e 2010, ha
riconosciuto
l’incapacità del CdS
a fornire adeguate
garanzie di
indipendenza
e imparzialità.
Non c’è due senza
tre , ed il quattro
vien da sè...?
Per concludere
vorrei ricordare che
ora il Governo e il
Parlamento rischiano
di fare per la
quarta volta una
figura barbina su
questa questione
qualora volessero
ostinarsi a far
passare la proposta
della “non
referendabilità”
delle future
decisioni dei
Legislativi comunali
in materia di
moltiplicatore
d’imposta
portata
avanti con un ultimo
colpo di coda alla
fine della scorsa
legislatura proprio
da quel Governo che
su questa materia
ha perso ogni
credibilità.
Difatti ho già avuto
modo di comunicare a
tutti i Municipi del
Cantone e a diversi
deputati al Gran
Consiglio
che se il
Parlamento dovesse
approvare la
proposta governativa
di limitare i
diritti popolari dei
cittadini in materia di fiscalità comunale sarò
pronto a fare un
altro ricorso (
questa volta
direttamente al
Tribunale federale)
ed eventualmente in
seguito a lanciare
un’iniziativa
popolare per
garantire al
Popolo un suo
diritto più che
normale in un Paese
in cui vige la
democrazia diretta.
Aggiungo che su
questa vicenda il
nuovo CdS e il nuovo
responsabile del
Dipartimento delle
istituzioni hanno
un’occasione d’oro
per
dimostrare che in
Governo tira un’aria
nuova. Garantire al
popolo la
possibilità di
lanciare referendum
contro i
moltiplicatori
d’imposta comunali,
come avviene in
diversi Cantoni
d’Oltre Gottardo
(proprio un paio di
settimane fa si era
votato sul
moltiplicatore a
Coira),
non
significa
assecondare una
richiesta populista
– come ho sentito
dire da un sindaco -
bensì significa
applicare finalmente
in campo comunale
quanto già esiste a
livello cantonale,
dove le esigenze di
legalità in materia
fiscale che derivano
dall’art. 127 della
Costituzione
federale sono
garantite da un
maggior
controllo
democratico e dove
il popolo ha
il diritto
di dire la sua in
materia di fiscalità
( vedi ad esempio
l’ultima iniziativa
popolare della Lega
dei ticinesi sugli
sgravi fiscali).
Giorgio Ghiringhelli
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