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Losone,
4 novembre 2011
Aggregazione :
disinformazione ad
Ascona
In
questi giorni il
comitato asconese contro
l’aggregazione del
Circolo delle isole ha
distribuito a tutti i
fuochi di Ascona
un volantino
propagandistico che è un
vero e proprio atto di
terrorismo psicologico,
e con il quale si fa
leva sulle paure della
gente per indurla a
votare no. Nel volantino
si dà infatti per
scontato che se il
progetto aggregativo
fosse accettato verrebbe
cancellata
l’assicurazione
complementare comunale a
favore dei beneficiari
AVS, verrebbero ridotti
i contributi alle
società sportive
(“quindi viene meno un
sostegno importantissimo
alla nostra gioventù”),
ci sarebbero meno
contributi ad attività
culturali e a
manifestazioni
ricreative, e sarebbero
ridotti o cancellati i
contributi al Collegio
Papio ed ai suoi
allievi.
E’
giusto che gli asconesi
sappiano che queste
previsioni spacciate per
certe sono in realtà
delle pure invenzioni,
un vero e proprio
processo alle
intenzioni. In nessuna
parte dello studio di
aggregazione, elaborato
da una commissione
presieduta dal sindaco
di Ascona, traspare
l’intenzione di
effettuare simili
“tagli”, e anzi semmai
si afferma il contrario.
Ad esempio a pagina 7 si
legge che l’obiettivo
principale
dell’aggregazione è
quello di migliorare la
qualità di vita della
popolazione ( e non già
di peggiorarla, come
vogliono far credere gli
oppositori) , ad esempio
non solo mantenendo ma
anzi valorizzando le
“reti sociali”
esistenti, e sostenendo
le numerose presenze
associative locali.
Inoltre lo studio ( a
pagina 27) prospetta un
potenziamento del
personale addetto ai
servizi sociali (dagli
attuali 2,5 dipendenti
si passerebbe a 8) e ai
servizi culturali ( da 3
si passerebbe a
5).compensato da
un’analoga diminuzione
del personale nel
settore amministrativo e
dell’Ufficio tecnico..
Altro che cancellazione
o riduzione di
prestazioni e contributi
sociali
e culturali.
A onor
del vero va pur detto
che lo studio di
aggregazione non è e non
può essere un contratto
che definisce tutto nei
minimi particolari e che
ha un valore vincolante.
Difatti, e giustamente,
ogni decisione sulla
gestione del nuovo
Comune spetterebbe ai
nuovi organi politici
(Municipio e Consiglio
comunale) nonché al
popolo (tramite i
diritti popolari). Ma lo
studio, sottoscritto dai
sindaci dei quattro
Comuni , rappresenta
comunque una sorta di
“contratto morale” che
definisce delle linee
guida dalle quali
difficilmente
ci si potrà
scostare, a meno di
eventi straordinari.
Ma le
“prodezze” del Comitato
antiaggregazionista non
sono finite qui. In
vista della votazione il
Municipio ha raccolto le
varie prese di posizione
favorevoli e contrarie
al progetto in un
opuscolo che è stato
distribuito a tutti i
cittadini . Ebbene,
anche in questo caso il
Comitato del no non ha
certo brillato per la
correttezza
dell’informazione. Mi
riferisco in particolare
al passaggio in cui si
elencano vari
investimenti previsti
dallo studio a Losone,
Brissago e Ronco s/Ascona
e si conclude con la
perentoria affermazione
“per Ascona non
rimarrebbe...nulla!”.
Consiglio al Comitato,
ma anche ai cittadini,
di leggersi bene le
pagine 45,46, 60 e 61 .
In esse si dice ad
esempio che fra i grandi
progetti
di interesse comunale vi
è la realizzazione del
nuovo porto comunale di
Ascona, nonché
(lasciando aperta
l’ubicazione) la
realizzazione di
infrastrutture di
supporto e sostegno ai
giovani, alle famiglie
ed agli anziani. La
Commissione che ha
elaborato lo studio
specifica di non essere
stata in grado di
presentare un catalogo
completo e qualificato
dei progetti, ma
aggiunge di aver
individuato cinque aree
nelle quali saranno
necessari interventi
infrastrutturali
significativi, e fra
queste vi sono due
progetti che riguardano
Ascona ( la pista della
Siberia e la creazione
di spazi per concerti e
offerte alberghiere
nell’area
dell’ex-aerodromo); gli
altri riguardano Losone
(destinazione dell’area
dell’ex-caserma),
Brissago (valorizzazione
del palazzo Branca) e
Ronco s/Ascona
(valorizzazione quale
area di svago dell’Alpe
Casone). Quindi è una
grossolana bugia voler
far credere che il
Comune di Ascona sarebbe
dimenticato, quando è
vero proprio il
contrario.
I membri
del Comitato asconese
temono inoltre che i
losonesi, i quali
secondo loro avranno la
maggioranza sia in
Municipio e sia in
Consiglio comunale,
potranno spadroneggiare
nel nuovo Comune. La
realtà è che Losone
conta 6'300 abitanti e
gli altri tre Comuni
messi assieme ne contano
quasi 8'000, per cui a
livello popolare e in
Consiglio comunale
nessun Comune avrà la
maggioranza assoluta e
verosimilmente neppure
in Municipio .
Ma anche se
fosse, gli eletti
dovranno comunque fare
l’interesse di tutto il Comune e
non solo del loro
“quartiere”. E’ inoltre
del tutto fuori luogo
l’affermazione del
Comitato asconese
secondo cui
l’aggregazione
equivarrebbe a
un’espropriazione dei
beni asconesi : in
realtà, grazie
all’unione, tutti gli
attuali Comuni si
arricchirebbero,
aggiungendo alle proprie
ricchezze quelle degli
altri (gettito fiscale,
capitale proprio,
terreni, infrastrutture
ecc.).
Se
si lascerà
perdere questa occasione
per fare la Grande Ascona e
divenire il polo forte
della regione , la
prossima volta la scelta
potrebbe essere quella
di far parte della
Grande Locarno , o
volontariamente...
oppure per forza.
Giorgio Ghiringhelli,
promotore della
petizione per
l’aggregazione
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