Losone, 29 giugno 2015
La notizia della
rinuncia del Governo a
realizzare il Museo del
territorio nell’ex-caserma
di Losone non mi ha
sorpreso. Solo gli ingenui
potevano davvero pensare che
nella la situazione
finanziaria critica in cui
si trova, il Cantone potesse
investire decine di milioni
in un’opera non certo
urgente e da molti ( anche a
Losone) ritenuta inutile
come un museo. Inoltre la
disunione e la
disaggregazione esistente
fra i Comuni del
Locarnese non contribuisce
certo a garantire quel peso
politico e quella forza
finanziaria di cui
l’agglomerato urbano avrebbe
bisogno per portare a
termine progetti di
importanza regionale.
Ed ora che ne sarà
dell’ex-caserma ? Il
Municipio sarà ancora
interessato al suo acquisto
senza disporre di un
progetto alternativo e
realizzabile in tempi brevi
? La Confederazione sarà
ancora disposta a vendere a
prezzo politico la Caserma
senza la garanzia che la
stessa avrà una destinazione
di interesse pubblico ? Il
rischio concreto è che a
questo punto il Centro per
richiedenti l’asilo non solo
venga mantenuto oltre la
scadenza dei previsti tre
anni, ma addirittura venga
potenziato .
Si va insomma
delineando lo scenario che
avevo già previsto in un
articolo intitolato “Le
incoerenze del Municipio di
Losone sul centro asilanti”
che avevo pubblicato lo
scorso 29 dicembre sul sito
internet del Guastafeste.
Ecco cosa avevo scritto in
tempi non sospetti, già sei
mesi fa : “(…) Quindi non
è ancora certo che , una
volta trascorsi tre anni
dall’apertura del centro
asilanti, il Comune sarà
ancora interessato ad
acquistare il comparto
dell’ex-caserma. Ma come ?
Prima ci indorano la pillola
assicurandoci che il
“sacrificio” della presenza
temporanea di un
centro asilanti sarà
controbilanciato
dall’acquisto del comparto a
prezzo di assoluto
favore ( e con una clausola
contrattuale che impedirebbe
alla Confederazione di
prolungare la durata del
Centro anche se il termine
massimo di tre anni
stabilito dalla Legge
sull’asilo venisse nel
frattempo ritoccato verso
l’alto da una modifica
legislativa). E adesso salta
fuori che l’affare potrebbe
sfumare…La mia impressione è
che si voglia mettere le
mani in avanti e cercare un
capro espiatorio per
giustificare una qualche
fregatura a danno dei
losonesi. A questo punto
azzardo due ipotesi. La
prima è che l’affare sfumi,
che la Confederazione
rimanga proprietaria
dell’ex-caserma e che fra
tre anni, con un piccolo
ritocco alla legge federale
giustificato da qualche
situazione di eccezionale
afflusso di richiedenti
l’asilo, il centro di Losone
non solo continuerà a tempo
indeterminato la sua
attività ma potrà pure
essere ampliato, visto che
due piani della caserma non
sono ancora stati
ristrutturati e che
l’edificio potrebbe
contenere almeno il doppio
di persone. La seconda è che
fra tre anni, una volta
divenuto proprietario della
struttura, il Comune non
disponga dei soldi o dei
permessi per realizzare uno
dei tanti progetti
ventilati, e dunque
nell’attesa di trovare una
soluzione duratura
preferisca ricavare qualche
soldino affittando
l’edificio alla
Confederazione ( che potrà
così continuare a gestire il
centro asilanti) piuttosto
che tenerlo infruttuosamente
vuoto per anni . Ecco forse
perché si cerca di
“soffocare” le voci critiche
contro il centro asilanti e
si nascondono o minimizzano
i fatti che potrebbero
creare allarmismo fra la
popolazione (…)”
Giorgio Ghiringhelli,
fondatore del movimento Il
Guastafeste |