petizioni
al Gran Consiglio
Giorgio Ghiringhelli
Via Ubrio 62 |
Losone, 1. settembre
2003 |
|
6616 Losone |
Onorando
Gran Consiglio
della Repubblica e
Cantone Ticino |
Petizione
(Costituzione cantonale art.
8 lett. l : “sono garantiti
il diritto di petizione alle
autorità e di ottenere
risposta entro un termine
ragionevole”)
Beni patriziali
incamerati dai Comuni
Chiedo che venga nominata
una commissione di studio
incaricata di valutare la
possibilità dal profilo
giuridico, politico e
socio-economico che i
Comuni incamerino i beni
immobiliari (per lo meno
quelli situati nelle zone
edificate) dei Patriziati .
Sarebbe infatti
più opportuno che a gestire
questi beni a favore
di tutta la collettività
fossero i Comuni, in modo
che non vi siano più
distinzioni e disparità di
trattamento fra
cittadini patrizi e
cittadini non patrizi ,
e che tutti i cittadini –
tramite i loro
rappresentanti
democraticamente eletti in
Consiglio comunale e tramite
la possibilità di esercitare
i diritti civici
(iniziative, referendum,
ricorsi) – possano prender
parte alle decisioni sulla
destinazione di fabbricati e
di terreni che concernono
tutta la comunità e possano
esercitare un miglior
controllo rispetto a quanto
avviene oggi.
Chi vuole avere degli esempi
è invitato a leggere
l’allegata istanza di
revisione e di intervento
rivolta al Consiglio di
Stato e concernente fatti
avvenuti a Losone negli
scorsi anni.
Oltre a correggere una
situazione che oggi appare a
molti come anacronistica
e anomala,
l’incameramento di questi
beni da parte dei Comuni –
soprattutto in quest’epoca
di aggregazioni comunali
e soprattutto laddove vi
sono Patriziati molto ricchi
che rappresentano una sorta
di Comune nel Comune -
eviterà una dispersione
di risorse finanziarie e
semplificherà la
soluzione di problemi
locali che oggi spesso
richiedono lunghe trattative
fra l’autorità comunale e
quella patriziale.
Va senz’altro riconosciuto
l’importante ruolo svolto
dai Patriziati in passato e
certamente essi -
oltre a continuare
a favorire i contatti fra
famiglie patrizie in
occasione di assemblee, cene
e feste - potranno ancora
svolgere anche in futuro
compiti di pubblica utilità
con l’aiuto dello Stato e
dei Comuni, specie nelle
valli e specie nel settore
della manutenzione dei
sentieri e dei boschi. Essi
potranno inoltre dedicarsi
maggiormente ad attività
culturali (come ad esempio
già fa il Patriziato di
Bellinzona) e alla
salvaguardia di certe
tradizioni e di certe
memorie storiche.
Questa proposta non è dunque
da intendersi come un’azione
contro i Patriziati, che
continueranno a esistere ,
ma come un’iniziativa
a favore di tutti i
cittadini ( patrizi e non
patrizi) e a favore di una
miglior democrazia.
Distinti
saluti
Giorgio Ghiringhelli
(patrizio di Bellinzona)