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Petizione
(Costituzione
cantonale art. 8 lett. L
: “sono garantiti il
diritto di petizione
alle autorità e di
ottenere risposta entro
un termine ragionevole”)
STOP
al finanziamento
pubblico dei partiti
Egregio
signor Presidente,
gentili
signore deputate, egregi
signori deputati,
in base
all’art. 170 della legge
sul Gran Consiglio(GC) e
sui rapporti con il
Consiglio di Stato, i
gruppi parlamentari
ricevono dal Cantone un
contributo annuo di
40'000 franchi per ogni
gruppo ( attualmente i
gruppi sono sei, pari a
un contributo
complessivo di 240'000
franchi) e un
supplemento di 3'000
franchi per ogni
deputato ( i seggi in
Parlamento sono 90, pari
a un contributo
complessivo di 270'000
franchi).
Ogni
anno dunque i gruppi
parlamentari, e cioè in
pratica i partiti,
ricevono un contributo
dallo Stato pari ad
almeno 510'000 franchi (
senza tener conto dei
rincari stabiliti
dall’art. 174 della
legge), così distribuiti
: 109'000 franchi per il
PLR, 103'000 per la Lega
dei ticinesi, 97'000 per
il PPD, 82'000 per il
PS, 61'000 per i Verdi,
55'000 per l’UDC e 3'000
per
la lista MPS-PC.
Questi
contributi vanno ad
aggiungersi alle
indennità di seduta di
200 franchi (cfr. art.
171) che i deputati
ricevono per le riunioni
del GC, delle
commissioni e degli
stessi gruppi
parlamentari ( per le
riunioni commissionali
di durata superiore alle
2 ore è dovuta
un’indennità aggiuntiva
pro rata) nonché alle
indennità (cfr. art.
173) versate al
Presidente del GC (5'000
franchi all’anno) e ai
presidenti delle
Commissioni (1'000
franchi all’anno e 2'000
franchi se il numero di
riunioni è superiore a
20 all’anno).
Con
la presente petizione
chiedo che venga
abrogato il
finanziamento con soldi
pubblici dei gruppi
parlamentari presenti in
GC (ossia dei partiti
che essi rappresentano).
Motivazioni
Se è
giusto remunerare con
dei gettoni di presenza
le persone che
sono elette in GC in
rappresentanza del
popolo , assai più
discutibile -
per una questione non
tanto finanziaria quanto
di principio -è il
finanziamento che viene
versato ai gruppi
parlamentari e dunque
indirettamente ai
partiti che essi
rappresentano.
-
In base
all’art. 25 della
Costituzione cantonale
il Cantone riconosce la
funzione pubblica dei
partiti politici e ne
favorisce l’attività. In
conseguenza di ciò tutti
i partiti, sia quelli
rappresentati in GC e
sia quelli non
rappresentati, sono ad
esempio esentati dal
pagamento delle imposte;
e inoltre anche chi
versa dei contributi ai
partiti può dedurre tali
elargizioni dalla
propria dichiarazione di
imposte. In questo senso
l’articolo
costituzionale trova una
concreta applicazione.
Ma “ favorire
l’attività” non
significa
necessariamente usare
soldi pubblici per
finanziare l’attività
dei partiti .
-
Il
principio sancito dalla
Costituzione riguarda
inoltre tutti i partiti
(piccoli e grandi,
presenti o non presenti
in GC) mentre che il
Cantone versa dei
contributi solo ai
partiti (gruppi
parlamentari)
rappresentati in GC,
creando de facto una
disparità di
trattamento.
-
l’arbitrarietà della
scelta di finanziare i
partiti politici è
dimostrata anche dal
fatto che il
finanziamento pubblico
ai partiti è commisurato
al loro successo
elettorale ( più seggi
in Gran Consiglio = più
soldi) ma lo stesso
trattamento non è
riservato, in caso di
successo, ai
promotori di iniziative
popolari cantonali e
referendum che vedono
accogliere le loro
richieste dal Popolo
sovrano : malgrado
abbiano colmato una
lacuna legislativa o
corretto una decisione
del Gran Consiglio,
questi promotori (e gli
eventuali rispettivi
partiti) non hanno
infatti diritto ad alcun
rimborso delle spese
sostenute.
-
I
partiti minori che non
sono presenti in GC non
solo non ricevono alcun
contributo ma se
“osano” presentare
delle liste per
l’elezione del GC e del
Consiglio di Stato
vengono penalizzati con
una tassa “dissuasiva”
di 2'000 franchi per
ognuna delle due liste (
tassa introdotta un paio
di legislature fa)
qualora non raggiungano
un determinato numero di
voti
o non
riescano ad eleggere
alcun loro candidato : è
così che lo Stato
“favorisce” l’attività
dei partiti minori ?
Inoltre, sempre allo
scopo di sbarrare
l’accesso dei partitini
in Parlamento, il GC
aveva deciso un paio di
legislature fa di
eliminare la possibilità
di congiungere le liste.
-
Quando un’associazione
chiede dei contributi
allo Stato deve mostrare
per una questione di
trasparenza i propri
conti. Ma sulla
destinazione dei
contributi
versati ai
partiti non si sa nulla.
Nessuno sa come vengono
spesi questi soldi e se
essi servono
effettivamente per il
funzionamento dei gruppi
parlamentari oppure per
finanziare campagne
elettorali (privilegio
che i partiti minori non
hanno) , o il giornale
del partito o altre
attività. Quando ci sono
di mezzo soldi pubblici
il minimo che si può
pretendere è un po’ di
trasparenza.
-
Alle
elezioni per il GC del
2011 solo il 58,5 % dei
cittadini ( pari a circa
124'000 su 211'000) si
sono recati alle urne, e
di questi un migliaio si
è astenuto, 19'415 hanno
votato per la lista
senza intestazione e
1'951 hanno votato per
partiti che non hanno
avuto alcun
rappresentante eletto.
Quindi meno della metà
dei cittadini ticinesi
ha votato per uno dei
partiti oggi
rappresentati in GC. Il
crescente “scollamento”
fra i partiti ed i
cittadini è sotto gli
occhi di tutti e non
giustifica più – se mai
l’ha giustificato – che
i partiti vengano
finanziati con i soldi
di tutti i cittadini,
anche contro la loro
volontà. Questi ultimi
hanno il diritto di
poter decidere
liberamente se e come
finanziare il partito
che più gli aggrada,
sempre che a loro
giudizio se lo meriti
. Senza contare
che i contribuenti
stranieri residenti da
noi non possono
partecipare alle
elezioni ma devono
comunque finanziare i
partiti tramite le loro
imposte .
-
I
partiti “grandi”, al
pari di quelli
“piccoli”, devono
insomma darsi da fare
per far fronte in modo
autonomo alle proprie
necessità, ad esempio
con un sistema di
tesseramento fra i loro
simpatizzanti e
sostenitori ( come fanno
tutte le società
culturali, sportive,
ricreative ecc.)
, o chiedendo una
partecipazione ai propri
eletti nei vari consessi
( a livello federale,
cantonale e comunale) ,
o lanciando lotterie,
o con
inserzioni a pagamento
sui loro giornali , o
chiedendo contributi “ad
hoc” per singole
battaglie ecc.
-
Accogliendo la presente
petizione l’erario
cantonale beneficerà di
un risparmio di oltre 2
milioni di franchi per
ogni legislatura : una
goccia nel mare in
confronto ai deficit che
si profilano
all’orizzonte per i
prossimi anni, ma se il
GC non è in grado di far
quadrare i conti,
da qualche parte
si deve pur cominciare
con i risparmi...
Con ogni ossequio
Giorgio Ghiringhelli
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