Losone, 5 febbraio 2010
Locarnese : sì alle
aggregazioni contro il
sistema feudale
Per anni e anni i
politici del Locarnese
hanno continuato a
ripetere il ritornello
secondo cui i tempi per
un’aggregazione
dell’agglomerato non
erano maturi. Ci sono
volute due petizioni
popolari per avviare il
processo. La prima
lanciata nel 2002 sulla
sponda destra della
Maggia dal piccolo
movimento del
Guastafeste, e la
seconda lanciata nel
2005 sulla sponda
sinistra della Maggia
sempre dal Guastafeste
ma in collaborazione con
altri due piccoli
movimenti politici (Sensogiovane
e Muralto Viva) e con
l’aiuto di alcuni
cittadini. Il sondaggio
lanciato dal Cantone ha
ora dimostrato che, a
livello popolare, i
tempi per
un’aggregazione sembrano
essere assai più maturi
rispetto a quello che i
politici – non si sa
sulla base di quali dati
– a lungo hanno tentato
di far credere. Difatti,
alla domanda «Quale
alternativa di
aggregazione
sceglierebbe?» il 49,6%
degli interpellati si è
schierato a favore
dell’uno o l’altro
progetto di aggregazione
e solo il 10,3% si è
detto contrario a
qualsiasi progetto. Poi
c’è un 22,1% che ha
risposto di non ritenere
indispensabili le
aggregazioni e un 15,4%
che si è detto ancora
indeciso. Non si può
definire un plebiscito a
favore dei progetti
aggregativi, ma si
tratta di una
incoraggiante
maggioranza relativa :
soprattutto se teniamo
conto che questi
risultati sono maturati
in Comuni nei quali, da
anni, troppi sindaci e
Municipi remavano più o
meno apertamente contro
le aggregazioni,
impaurendo i cittadini
con catastrofiche
previsioni riguardo
all’evoluzione del
moltiplicatore d’imposta
o alla qualità dei
servizi.
Proprio alla luce di
questi risultati, un
interrogativo sorge
quindi spontaneo :
perché i grossi partiti
storici presenti nella
regione non hanno mosso
un dito in passato per
avviare questo
importantissimo progetto
facendosi bagnare il
naso su questo tema da
piccoli movimenti
politici locali come il
Guastafeste,
Sensogiovane e Muralto
Viva? Perché neppure un
Municipio o un Consiglio
comunale ha chiesto al
Cantone di avviare degli
studi di aggregazione :
cosa che in base alla
Legge sulle aggregazioni
avrebbero potuto fare
con una semplice
letterina ?
La conclusione alla
quale sono arrivato io,
e non solo io, è
che ogni Comune è una
sorta di feudo, dove da
decenni il potere è
gestito da persone,
famiglie, partiti e
gruppi di interesse che
si spartiscono la torta
e che per poter
coltivare le loro
ambizioni personali, le
loro poltrone, i loro
interessi elettorali, i
loro privilegi ed i loro
interessi finanziari
devono forzatamente
mantenere diviso e
frazionato il Locarnese
, perché in un Comune
più grande parecchi di
loro non avrebbero più
molta voce in capitolo e
non riuscirebbero più a
manovrare appalti
e distribuire favori ai
soliti noti, a
modificare i Piani
regolatori e le
norme di applicazione
per favorire amici e
speculatori, a gestire
il business del settore
immobiliare e delle
costruzioni a vantaggio
delle solite imprese,
dei soliti artigiani,
dei soliti ingegneri,
dei soliti architetti,
dei soliti notai, che
poi in qualche modo
devono contraccambiare i
favori ricevuti,
innescando così il
cerchio vizioso del “do
ut des”.
Ecco perché a mio
giudizio molti politici
ed i partiti – in
particolare il PLR e PPD
– hanno grosse
responsabilità nel
frazionamento della
regione e nel suo
decadimento economico,
in quanto hanno
osteggiato le
aggregazioni con
pretesti vari, ma in
realtà pensavano in
primis ai loro interessi
di bottega e non certo
agli interessi dei
cittadini. Ecco perché è
necessario un
cambiamento, in modo da
favorire una nuova
mentalità meno egoista e
campanilista e più
regionale e solidale.
Mi auguro che, quando
fra qualche mese
potranno votare
sull’argomento, i
cittadini della regione
non perderanno questa
irripetibile occasione
per cambiare le cose e
spazzar via questo
regime feudale e
clientelare. Mi si dirà
che anche con le
aggregazioni sarà
difficile far scomparire
il clientelismo e certi
altri “vizietti” ; è
vero, ma almeno la
regione non sarà più
frazionata in tanti
piccoli centri di potere
che frenano lo sviluppo
economico del Locarnese
! E mi auguro che anche
i partiti, i Municipi ed
i politici, dopo gli
errori e le ambiguità
del passato, sfruttino
quest’ultima occasione
per agganciare il treno
della storia che si è
già messo in moto,
sostenendo finalmente in
modo aperto e convinto i
due progetti di
aggregazione al di qua e
al di là della Maggia.
Giorgio Ghiringhelli,
promotore delle
petizioni popolari per
le aggregazioni
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